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Visualizzazione dei post con l'etichetta letture di psicanalisi

Esᴄɪ ᴅᴀʟʟᴀ ᴛᴜᴀ ᴄᴏᴍғᴏʀᴛ ᴢᴏɴE

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Esᴄɪ ᴅᴀʟʟᴀ ᴛᴜᴀ ᴄᴏᴍғᴏʀᴛ ᴢᴏɴE Cambiare non solo è faticoso ma ci spaventa, perché́ significa passare dal conosciuto all’ignoto e, per quanto la situazione attuale possa non piacerci, temiamo che quella nuova possa essere ancora peggio. Per questo tentenniamo, procrastiniamo, non agiamo e iniziamo invece a lamentarci. Cambiare non è obbligatorio se si sta bene con sé stessi e con gli altri, se ci si sente davvero felici e realizzati. Ma per tutti quelli che sentono di poter essere di più̀ e soprattutto di voler dare di più, l’unica via d’uscita è il cambiamento personale. Crescere, superare sé stessi, migliorarsi ed essere capaci di creare una realtà migliore attorno a sé, è possibile solo se si sviluppa il coraggio di andare verso i nostri personali punti di resistenza, al limite delle nostre possibilità. Chiunque abbia fatto seriamente sport conosce bene questo concetto. Se ti alleni troppo poco il tuo corpo non viene stimolato a sufficienza e non si verificherà alcun miglioramento. All...

𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚

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𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 Siamo tutti spaventati di fronte al cambiamento perché non è per niente facile. Non è facile andare a vivere in una nuova città, cambiare lavoro, ritornare alla propria vita dopo la conclusione di una relazione, prepararsi agli esami per laurearsi, dimagrire e fare sport per sentirsi sani e in forma, mettersi in gioco nel lavoro, nelle relazioni, per crescere ed ottenere dalla vita il suo frutto più ambito: la serenità. Noi sosteniamo ogni giorno un enorme sforzo per portare avanti la nostra vita con tutte le sue difficoltà, frustrazioni e sofferenze, obblighi e impegni. Ciò significa che probabilmente siamo più forti e determinati di quanto pensiamo, il problema è che non ce ne rendiamo conto e forse utilizziamo tale forza e determinazione per andare nella direzione sbagliata, quella che non ci fa essere sereni. Molte volte non ci crediamo all'altezza e non riusciamo neanche ad immaginare di poter ca...

𝐈 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐜𝐢𝐛𝐨 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚

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𝐈 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐜𝐢𝐛𝐨 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 Quando si parla di problemi alimentari bisogna smantellare alcuni pregiudizi, primo fra tutti che la responsabile della problematica sia sempre la madre. Infatti, quando parliamo della madre non intendiamo la persona fisica ma la funzione psichica che viene incorporata attraverso la relazione con chi ci accudisce. La madre ci è indispensabile per strutturare il nostro mondo interno e filtrare per noi le esperienze esterne in maniera tollerabile e digeribile per il nostro apparato psichico. Di solito è compito della madre biologica, nei primi mesi di vita, ma non è detto che sia sempre così. Molte coppie di oggi, infatti, si alternano bene nella funzione di accudimento primario del bambino. Allo stesso modo esiste una funzione paterna, che non è detto sia svolta solo e unicamente dal padre, ad esempio un genitore singolo può farle entrambe. 𝐅𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐞 𝐩𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚 Della madre riconosc...

𝐋𝐀 𝐂𝐀𝐓𝐄𝐍𝐀 𝐃𝐈 𝐒𝐔𝐈𝐂𝐈𝐃𝐈 : 𝐋’𝐄𝐅𝐅𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐖𝐄𝐑𝐓𝐇𝐄𝐑

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𝐋𝐀 𝐂𝐀𝐓𝐄𝐍𝐀 𝐃𝐈 𝐒𝐔𝐈𝐂𝐈𝐃𝐈 : 𝐋’𝐄𝐅𝐅𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐖𝐄𝐑𝐓𝐇𝐄𝐑 Nel 1774 Goethe pubblicò il romanzo "I dolori del giovane Werther", in cui il protagonista Werther muore suicida perché innamorato di una ragazza che sposa un altro uomo. In seguito alla pubblicazione del libro, in tutta Europa molte persone decisero di togliersi la vita per emulare il protagonista del romanzo. Il numero di morti fu così alto che alcuni governi iniziarono a vietare la pubblicazione e la vendita dell'opera. Un fenomeno simile si replicò anche in Italia nel 1808 quando Ugo Foscolo pubblicò il romanzo "Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis", in cui il protagonista, proprio come Werther, a causa di una delusione amorosa decide di pugnalarsi. Per ricordare il libro che per primo causò un fenomeno di questo tipo, esso è stato chiamato effetto Werther. Ai giorni nostri, più che dal suicidio del protagonista di un libro, l’effetto Werther è maggiormente causato dalla notizia di un sui...

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Mangiare è fondamentale per introdurre nutrienti che possano garantire la sopravvivenza dell’individuo e della specie. Secondo la teoria omeostatica, sono i fattori biologici a guidare la nostra ricerca del cibo, attraverso meccanismi innati e regolati in modo automatico con l’obbiettivo di mantenere il peso corporeo dell’individuo adulto in un range stabile. Ciò significherebbe che la quantità di energia giornaliera, introdotta con gli alimenti, sarebbe non una scelta, bensì un automatismo che si attiva quando i centri di controllo (centri ipotalamici) riscontrano una carenza energetica. È la fame, definita in questo caso fame omeostatica, il segnale della diminuzione critica delle riserve energetiche disponibili e, al contempo, il motore, la spinta a ricercare il cibo. Tuttavia, la nostra esperienza quotidiana e gli studi sul comportamento alimentare e sui meccanismi che lo regolano, dimostrano che mangiamo anche al solo scopo di provocarci un’esperienza piacevole. Il piacere evo...

#psiconutrizione

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🅻🅰 🅿🆂🅸🅲🅾🅽🆄🆃🆁🅸🆉🅸🅾🅽🅴 Un approccio integrato alla cura dei problemi alimentari che combina dimensione nutrizionale e psicologica L⃣a #psiconutrizione è la scienza che studia il rapporto tra la psiche e cibo e prevede l’intervento di almeno due professionisti: il dietista o il nutrizionista e lo psicologo. Essendo un approccio integrato alla cura dei problemi alimentari, può contare anche sul supporto di altri professionisti come personal trainer, che impiegano le proprie competenze per strutturare percorsi di allenamento personalizzati ed incentrati sugli obiettivi del soggetto. L⃣a psiconutrizione, perciò, è composta da un team multidisciplinare che si occupa della persona in tutte le sue dimensioni: psichica, corporea e nutrizionale. L⃣a psiconutrizione non tiene conto solo del rapporto che l’individuo ha con il cibo, ma vengono anche studiati gli schemi emotivi che vanno di pari passo con la varietà di alimenti che si sceglie di consumare. S⃣ulla base di ques...

Il legame inscindibile tra corpo e psiche

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Il legame inscindibile tra corpo e psiche Perdere peso appare un must nella nostra società, una tendenza che sembra rispondere più al richiamo di stereotipi sociali che non ad uno stile di vita sano. Ambire ad un peso corporeo che favorisca una vita sana è sicuramente opportuno, in quanto l’aumento di peso dettato da un regime alimentare scorretto e da uno stile di vita sedentario, favorisce condizioni di salute non positive. Il sovrappeso è determinato dall’interazione di fattori di tipo genetico, comportamentale, psicologico e sociale. In merito a ciò, decenni di studi nel campo, dimostrano che per affrontare il problema non basta seguire solo una dieta alimentare. Un corretto programma di educazione alimentare necessita del sostegno psicologico, quale elemento imprescindibile per un percorso di dimagrimento di successo. Il cibo è carico di significati psicologici: mangiare è spesso un modo per sedare stati d’animo spiacevoli (come angoscia, depressione, rabbia, noia e solitudine). P...

il lavoro su di se è togliere

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Arriva un tempo in cui dopo una vita passata ad aggiungere, inizi a togliere. Togli i cibi che ti fanno male. Togli i vestiti che ti vanno troppo stretti o troppo larghi. Togli le cianfrusaglie dimenticate nei cassetti insieme alla convinzione antica di non andare mai bene. Togli il cuore dai posti dove non c’è più amore, togli il tempo passato a inseguire le persone. Togli lo sguardo da chi ti ha ferito, Togli potere al passato, togli le colpe dai tuoi racconti e lo sguardo da chi ti parla dietro. Togli le erbacce intorno ai tuoi sogni, i compromessi che ti sporcano le scelte, i sì concessi per adattamento. La vera ricchezza non è aggiungere, ma togliere... - Manuela Toto -

𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨

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Dimagrire, mettersi a dieta e perdere peso sono un pensiero fisso per moltissime persone, un obiettivo che sembra non realizzarsi mai. Si pensa che il peso, la forma del corpo, sia ciò che limita la propria vita. Per questo per stare meglio periodicamente si inizia una nuova dieta: eliminare questo, togliere quello, fare sacrifici di continuo. I pasti diventano una vera tortura, tutte quelle regole, i cibi da escludere e il desiderio di mangiare sempre lì al proprio fianco. Ce la facciamo per un po’ ma, spesso, poi perdiamo la motivazione e crediamo sia tutta colpa nostra e di quella dannata forza di volontà che ci manca, ce l’hanno detto tutti. Quando smettiamo la dieta, non c’è più nessuna regola che tenga, finalmente ci godiamo il cibo, ma in agguato sono già pronti il senso di colpa, la tristezza e la delusione. Per questo ci sentiamo incastrati in un circolo vizioso: se non perdiamo peso non siamo felici, per cui ci proviamo ma, se non raggiungiamo i risultati sperati, tutte le no...