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La relazione madre bambino

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La mente del bambino ha bisogno di entrare in relazione con la mente degli altri per potersi sviluppare. Infatti, l’apparato per pensare e la personalità del bambino si organizzano attraverso le relazioni, in termini di un sé in rapporto con gli altri. Tutto ciò è anche confermato dai più recenti studi nei vari ambiti della psicoanalisi, delle neuroscienze e delle teorie dell’attaccamento. La capacità del caregiver (in genere si tratta la madre ma è la figura di accudimento principale e significativa, che può anche essere il padre, il nonno, ecc.) di costruire degli scambi interazionali adeguati con il bambino nelle prime fasi della sua vita, sarà fondamentale per favorire lo sviluppo di un Sé arcaico e porrà le basi per le successive capacità di regolazione degli affetti, nonché del futuro legame di attaccamento sicuro o insicuro all’interno delle relazioni che svilupperà nel corso della sua vita. Se si osserva la relazione madre-bambino fin dalla sua costituzione, quindi, si può assi...

In viaggio con la psicoterapia

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La psicoterapia è stata spesso paragonata a un viaggio. Freud invitava i pazienti a descrivere la propria vita come se la osservassero dal finestrino di un treno (“Mi dica tutto quello che le viene in mente. Si comporti come un viaggiatore seduto al finestrino in treno che descrive a qualcuno, dentro lo scompartimento, il mutevole paesaggio che vede all’esterno”). Jung paragonò l’analisi e anche la vita a un viaggio caratterizzato da esperienze e figure ricorrenti ovvero gli archetipi. Inoltre, molti di coloro che iniziano una terapia riportano sogni che hanno a che fare con mezzi di trasporto e mete imprecisate. Il primo ad accostare il complesso percorso dell’analisi a un viaggio fu comunque Sigmund Freud ed in seguito in diversi utilizzarono la stessa metafora. La psicoterapia, perciò, viene spesso descritta come un percorso, condividendo molti aspetti con l’esperienza del viaggio (a volte appare come un bisogno che deve essere affrontato anche senza una meta precisa, altre volte, b...

Cesare Cremonini e il fantasma della schizofrenia

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Lo stile di vita di personaggi famosi e celebrità potrebbe far pensare ad una vita senza problemi, ricca di gioie e di realizzazioni personali. A volte, però, la realtà è ben diversa. Spesso è difficile gestire impegni lavorativi, fama e successo e gli effetti psicologici che ne derivano, oltre ad avere conseguenze positive possono anche portarne di negative gravi. Pochi giorni fa abbiamo assistito ad una meravigliosa esibizione di Cesare Cremonini al festival di Sanremo che era presente in veste di ospite speciale. La sua storia artistica è piuttosto nota ma forse non tutti sono a conoscenza della sua lotta contro la schizofrenia. Il cantante emiliano, quando parla della sua malattia, racconta di “un mostro opprimente che abitava dentro di sé”. Afferma di averne sofferto in passato e fa capire di essere riuscito a gestirla: “Mi ha salvato il camminare”. Un giorno, da ragazzo, si è trovato ad accompagnare un amico dallo psichiatra, senza sapere che in realtà ad averne bisogno era sopra...

Il gruppo come strumento in terapia

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Nella terapia di gruppo, il gruppo rappresenta uno spazio in cui si crea un clima di dialogo e scambio e nel quale il contributo di ciascuno e ciò che l’altro porta possono diventare facilmente propri. La psicoterapia di gruppo è un tipo di terapia nella quale un gruppo non troppo nutrito di persone si riunisce sotto la direzione generale di uno psicoterapeuta, per aiutarsi sia individualmente sia reciprocamente. Da ciò si comprende che tale forma di terapia ha lo scopo di favorire reciprocità, scambievolezza e confronto tra i componenti. Proprio questo aspetto getta le basi per il raggiungimento di un risultato terapeutico e curativo. Il gruppo, infatti, è sia un complesso di individualità distinte tra loro che un sistema unico che stimola importanti processi di cambiamento. Il principio di base è ritrovarsi insieme e parlare in modo sincero e naturale, sempre sotto la direzione generale del terapeuta. Infatti, durante gli incontri, i soggetti condividono e si scambiano le loro esperi...

Aspetti Emotivi e psicologici dietro alla somatizzazione della pelle

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La pelle riveste diverse funzioni: protettiva, termostatica, di senso (per il tatto, il dolore, il caldo, il freddo), immunitaria ed escretoria (attraverso il sudore). Inoltre, essa possiede alcune importanti funzioni che investono la sfera psicologica. La pelle, infatti, rappresenta la prima zona di contatto con il mondo esterno ed il mezzo che permette di entrare in relazione con gli altri. È la sede dei rossori, dei pruriti e delle eccitazioni ma anche degli abbracci e delle carezze, perciò del contenimento emotivo e affettivo ed è quindi una zona di incontro ravvicinato ed intimo con l’altro. Non vi è nessun altro organo che più della pelle sia indicativo delle reazioni emotive e della relazione con il mondo esterno. Il desiderio di calore e di contatto, così come arrossire o sbiancare, avere la pelle d’oca e sentire un prurito o una repulsione epidermica non sono altro che dimostrazioni comuni del rapporto diretto tra emozioni e sistema dermatologico. Quando si hanno esperienze em...

Cosa può fare un genitore per agevolare il rapporto tra fratelli

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Tra i diversi compiti dei genitori vi è quello di cercare di agevolare il rapporto tra fratelli. Nelle ricerche emerge che avere dei fratelli maggiori rappresenta un fattore protettivo per la salute mentale dei più piccoli e, quando la relazione tra i figli funziona, è una risorsa eccezionale che loro conserveranno sempre dentro di sé. Affinché i genitori possano svolgere il loro compito nel migliore dei modi, agevolando il delicato rapporto tra fratelli, è necessario specificare che il fratello maggiore, sebbene possa amare molto quello minore, a volte avvertirà il desiderio di “rimandarlo nella pancia”. Si tratta certamente di sentimenti di gelosia che è bene individuare fin da subito per affrontare adeguatamente le difficoltà che comportano e senza alcun panico. L’insicurezza dei genitori Spesso, così come i figli non sanno come si fa ad avere il ruolo di fratelli maggiori, anche i genitori non sanno come si fa a fare i genitori di più di un figlio e devono gradualmente apprenderlo....

I benefici della psicoterapia nella terza età

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Molti decenni fa importanti scuole di pensiero psicologico ritenevano che proporre un percorso di psicoterapia ad un soggetto anziano non fosse molto utile così come occuparsi del proprio disagio a livello spirituale e mentale poiché andava supportato prevalentemente attraverso la terapia psicofarmacologica. Progressivamente, però, nell’ambito della psicologia, l’opinione è mutata anche per la nascita di indirizzi un tempo inesistenti, come la psicologia della salute e la psicologia positiva ma soprattutto per il maggiore peso che nella società attuale viene assegnato alle risorse del paziente, alle sue capacità di recupero e resilienza, di forza e di impiego delle proprie abilità. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’età della senescenza graduale viene compresa tra i 65 e i 75 anni, mentre quella conclamata va dai 75 anni in avanti, fino ad arrivare ai 90 anni. Da ciò ne consegue che la vecchiaia ha inizio a 65 anni. In realtà, negli ultimi anni, tale limite temporale è st...