REALTA, O PERCEZIONE?
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Da sempre ci siamo posti la domanda su cosa sia veramente la realtà ma di certo nessuno di noi è in grado di sapere identificare in modo oggettivo e univoco un oggetto, una situazione, una sensazione o un fenomeno nemmeno toccando con mano o usando tutti i sensi nelle diverse combinazioni.
Il nostro cervello elabora gli stimoli esterni e i segnali sensoriali nelle aree corticali ma questi acquisiscono significato solo nel momento in cui vengono combinati e confrontati con i nostri ricordi, le nostre esperienze, le nostre conoscenze e le diverse situazioni da noi vissute.
Non è perciò possibile parlare di realtà oggettiva quanto piuttosto di rappresentazione soggettiva di ciò che ognuno di noi percepisce che viene generata osservando attraverso la lente delle nostre idee e convinzioni ed elaborata dalla nostra intelligenza emotiva.
Se pensiamo infatti ad uno specifico stimolo sensoriale come un odore che proviene da una determinata fonte che però non ci è possibile vedere, si tratterà di un’esperienza oggettiva che potrebbe fornire risposte piuttosto diverse in base alla persona che sta facendo tale esperienza, alle emozioni che avverte ed al contesto di riferimento.
Possiamo fare un altro esempio. Sarà capitato a tutti di esclamare: “Oggi è davvero una magnifica giornata!”.
E’ una semplice frase che abbiamo pronunciato chissà quante volte per esprimere un significato preciso, manifestare un pensiero, descrivere un qualcosa da noi percepito. Anche in questo caso non si tratta di una comunicazione che trasmette un significato univoco.
Potremo riflettere su quale significato abbia “magnifica giornata” per noi, sull’origine di tale percezione, su quali pensieri, emozioni l’abbiano prodotta e sugli effetti conseguenti. Potremo chiederci se abbia lo stesso significato che avrebbe avuto in un altro momento vissuto o rispetto a cosa è per noi magnifica. Sarebbe poi sempre magnifica se vista da un altro rispetto a noi?
Riflettendo su tutto ciò pare più semplice accettare il fatto che non esiste una realtà oggettiva, uguale per tutti, una realtà assoluta, inconfutabile ed immutabile ma vi sono tante verità soggettive che influenzano e condizionano il nostro modo di agire.
Esiste la realtà relativa, tangibile, provvisoria, percepita nel qui ed ora, a cui diamo credito più o meno automaticamente cercando e trovando conferme, la realtà desiderata ovvero l’immagine ideale a cui aspiriamo e vi sono poi anche le verità e le percezioni degli altri che non necessariamente coincidono con le nostre e con cui quotidianamente dobbiamo confrontarci.
Ci troviamo perciò all’interno di un sistema complesso che fornisce molte incertezze. A questo punto però sarebbe opportuno effettuare un’altra importante considerazione. Come pare evidente ciò che dovrebbe farci riflettere è rappresentato dal principio per cui, se tutto è determinato dalla percezione e dal significato che noi attribuiamo a ciò che accade, allo stesso modo noi stessi possiamo gestire e modificare in modo consapevole percezione e significati quando ci accorgiamo che non sono positivi o vantaggiosi. Tutto ciò allo scopo di essere in grado di modificare il nostro modo di fronteggiare le situazioni e gli eventi particolarmente stressanti, quelli che possono incrinare la nostra omeostasi interna per ritrovare un nuovo e più adeguato equilibrio psichico.
Diventare consapevoli che il nostro modo di pensare influenza le emozioni, ci aiuta ad agire volontariamente e attivamente per sviluppare nuovi pensieri e comportamenti più positivi e più funzionali al nostro benessere, ai nostri obiettivi e all’interazione con gli altri.
Dr. Raffaella Pantini
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